Sport Club Atletica Libertas Sesto
Sede Legale: Via B. Oriani, 59 - 20099 Sesto San Giovanni (MI)
Tel: 02 2421136 Fax: 02 87385031- E-mail: libertassesto@fastwebnet.it
Sede di allenamento c/o Campo "Pino Dordoni": Via N. Bixio - 20099 Sesto San Giovanni
Tel.: 02 24300283 - Fax.: 02 26261031 - E-mail: amatori_libertas_sg@libero.it

Sabato 15 Dicembre 2018
Ultima modifica: 20 Settembre 2007
Dove Trovarci
Se non sai dove correre, se vuoi correre in compagnia, allora ecco una proposta di percorsi podistici di Milano che noi amatori frequentiamo.
Il campo sportivo "Pino Dordoni"
Il campo sportivo comunale "Pino Dordoni", ristrutturato e dedicato all'Atletica Leggera dal 2001, è un punto di riferimento per chi si vuole avvicinare a questo mondo.
Durante la giornata di alternano gli allenamenti di atleti della squadra nazionale di marcia, di velocità ma anche le giovani promessi ai primi passi, il settore giovanile e quello amatoriale.
Strutture dell'impianto:
- istruttori ISEF
- pista di atletica
- sala macchine
Indirizzo:
Via Nino Bixio - Sesto San Giovanni
tel.: 02 24300283 - fax.: 02 26261031
Come raggiungere il campo sportivo:
- In auto: uscita Sesto S.G.-Cinisello B. A4 MI-VE, 2 km in direzione Milano
- In auto da Milano: viale Fulvio Testi in direzione Monza-Lecco, 1 km fuori dal Comune di Milano
- Con i mezzi pubblici:
  - da Mi C.le Autobus 727, 723, 724 per Monza o per Cinisello Balsamo, fermata Centro Scolastico Parco Nord, poi percorrere 200 metri direzione Milano
  - MM1 SESTO RONDÒ, uscita Piazza IV Novembre, poi autobus 708 per Bresso, fermata Parco Nord
  - MM1 SESTO RONDÒ, uscita Piazza IV Novembre, poi percorrere via Fratelli Bandiera per circa 500 metri fino ad incrociare via Bixio
Un pò di storia: Pino Dordoni:
Nato a Piacenza il 28 giugno 1926, scomparso il 24 ottobre 1998 a Piacenza, è stato un grande marciatore Italiano.
Dal punto di vista stilistico viene ancora oggi ricordato come uno dei marciatori più "belli" della storia della disciplina: i suoi filmati furono studiati, non solo in Italia, per analizzare i segreti della sua perfetta tecnica di marcia.
Dopo i leggendari exploits olimpici di Ugo Frigerio degli anni venti, Dordoni per un quarantennio (dalla fine degli degli anni quaranta alla fine degli anni ottanta) - prima come atleta, poi come tecnico - ha contribuito in modo determinante a far nascere e crescere la grande scuola della marcia italiana che ha al suo attivo, per rimanere solo in campo olimpico, gli ori di Abdon Pamich, Maurizio Damilano e Ivano Brugnetti, oltre naturalmente al suo.
Dopo un inizio sulla distanza breve dei 10 chilometri, passò ai 20 e 50 Km. e fece puntate anche su distanze superiori (fino alla 100 Km.).
Nel corso della sua fortunata carriera, vinse anche 24 titoli nazionali su varie distanze, dimostrando una superiorità schiacciante nel periodo 1946-1957:
- 10 Km. = 11 titoli, nel 1946/47/48/49/50/51/52/53/54/55/57;
- 20 Km. = 6 titoli, nel 1952/53/54/55/56/57;
- 50 Km. = 5 titoli, nel 1949/50/52/53/54.
Proprio nella 50 km, conquistò le sue più significative affermazioni internazionali: nel 1950 si laureò campione europeo e alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 conquist%ograve; l'oro nella medesima specialità nonostante pochi giorni prima dei Giochi avesse subìto l'asportazione delle unghie degli alluci; la gara, disputata il 21 luglio 1952, lo vide anche stabilire la migliore prestazione mondiale sulla distanza (4h28'07"8d), infliggendo un distacco di 2'10" al secondo classificato; il suo record sarà battuto solo nel 1960.
Nella sua carriera di atleta ha disputato circa 600 gare, vincendone ben 502; ha al suo attivo 18 presenze in nazionale e la partecipazione a quattro edizioni dei Giochi Olimpici (da quelli di Londra del 1948 a quelli di Roma del 1960).
Dopo essersi ritirato dallo sport attivo, divenne un abile tecnico; dal 1962 alla fine degli anni ottanta fu responsabile della nazionale italiana di marcia; in questa veste partecipò ad altre sette edizioni dei giochi olimpici.
Il frutto migliore di questa sua attività fu il lancio di Abdon Pamich, considerato il suo vero grande erede.
Testo estratto da Wikipedia
Percorso al Parco Nord
Il Parco Nord Milano si estende per circa 600 ettari tra i quartieri della periferia nord di Milano. La sua ideazione risale alla fine degli anni '60, ma è solo nel 1975 che viene riconosciuto dalla Regione Lombardia come parco regionale.
La zona della "montagnetta" sorge sulla ex discarica delle scorie d'altoforno delle vicine acciaierie Breda, ed è uno dei luoghi più rappresentativi del Parco: quella che un tempo era una zona abbandonata e degradata, oggi è una collina fiorita aperta alla fruizione di tutti i cittadini.
Il Parco Nord Milano attualmente può contare su circa 350 ettari di verde, organizzati in zone boschive, radure, filari, macchie arbustive, siepi e piccoli specchi d'acqua.
Percorso Podistico:
All'interno del parco sono stati creati due percorsi, uno da 10.000 metri, segnato in giallo, e uno da 5.000 metri, segnato in rosso.
Caratteristiche:
- i percorsi sono due anelli nel settore est del Parco
- il percorso dei 10.000 metri supera via Clerici e si sviluppa nella parte di parco della Montagnetta
- inizio e fine dei percorsi non coincidono ma distano poche decine di metri
- fondo sia asfaltato che terra battuta
- fontanelle di acqua potabile
- misurazione ogni 500 metri, con targhette giallo e rosse a terra
- percorso non illuminato
La partenza:
L'inizio dei percorsi si trova a nord dell'aeroporto di Bresso, e a sud della via Padre Turoldo a Cinisello.
Come arrivare alla partenza:
- A piedi o in bicicletta: costeggiare l'aeroporto di Bresso internamente al parco dirigendosi a nord. Giunti di fronte al parcheggio, girare a sinistra. Dopo circa 20 metri, alla propria destra, inizia il percorso podistico.
- In macchina: a disposizione il grande parcheggio sulla via Padre Turoldo a Cinisello Balsamo
Indirizzo:
Via Clerici, 150 - Sesto San Giovanni
tel.: 022410161 - fax: 02241016220
www.parconord.milano.it
Come raggiungere il Parco Nord:
- In auto: uscita Sesto S.G.-Cinisello B. A4 MI-VE, 2 km in direzione Milano, svolta a dx per Bresso-Parco Nord
- In auto da Milano: viale Fulvio Testi in direzione Monza-Lecco, 1 km fuori dal Comune di Milano seguire indicazioni a sx per Bresso-Parco Nord
- Con i mezzi pubblici:
  - da Mi C.le Autobus 727, 723, 724 per Monza o per Cinisello Balsamo - Fermata Centro Scolastico Parco Nord - poi scavalcare passerella ciclopedonale
  - MM3 ZARA poi Tram 11 fino al Capolinea Bignami, poi 500 metri a piedi in direzione nord
  - MM1 SESTO RONDÒ, uscita Piazza IV Novembre, poi autobus 708 per Bresso, fermata Parco Nord
 
Testi adattati dal sito istituzionale del Parco Nord.
Percorso lungo il Naviglio della Martesana
Il Naviglio della Martesana, assieme al Naviglio Grande, fu per oltre 400 anni protagonista dello sviluppo economico, commerciale, turistico ed agricolo della città.
Il Naviglio della Martesana riceve l'acqua dall'Adda vicino alla località Groppello, percorre 38 chilometri attraverso la campagna e tocca i comuni di Inzago, Gorgonzola, Bussero, Cassina de' Pecchi, Cernusco, Vimodrone; infine entra in Milano scorrendo all'aperto sino a Cassina de' Pomm (ang.Via M. Gioia) e finisce interrato nella chiusa di San Marco.
Il Naviglio era usato, sia per la navigazione fluviale nel trasporto di merci, sia per l'agricoltura con l'irrigazione dei campi,sia per procurare forza motrice ai mulini.
Il Naviglio della Martesana, ideato da Filippo Maria Visconti e costruito da Francesco Sforza nel 1457, derivava le sue acque dal fiume Adda, in sponda destra, sotto il Castello di Trezzo e, dopo un percorso di circa 19 Km., sfociava a Milano, mescolandosi con le acque del Seveso, nel bacino detto "il tombone di S.Marco", ove, esisteva un laghetto da cui aveva origine la fossa interna.
Le acque della Martesana, nei primi anni, non entrarono nella fossa interna, ma solo nelle vicinanze di Milano. Fu Lodovico il Moro che, nel 1497, eseguì l'unione della Martesana con la fossa interna. Il Naviglio della Martesana, canale a forte pendenza, aveva però una sola "conca" verso "Cassina de' Pomm ".
Nella fascia del suburbio esterno alla città, lungo la Martesana, si ammiravano borghi, cascine, ville, edifici religiosi, giardini, campi, orti e boschi, soprattutto, nel tratto Crescenzago - Cernusco sul Naviglio - Inzago.
Il Naviglio della Martesana fu prima chiamato "Naviglio Piccolo", poi prese il nome di "Martesana " dal contado di cui faceva parte il territorio che il Naviglio attraversava.
Agli inizi degli anni '60 il Naviglio della Martesana scorreva ancora a cielo aperto lungo via M. Gioia e fu prima coperto sino al n. 191, poi sino a Cascina dei Pomi. Qui sorge un ponte, detto di "Leonardo", ch'è ormai privo di significato, essendo stato coperto il Naviglio, ma che ricorda uno storico avvenimento: permise a Renzo Tramaglino, protagonista dei "Promessi Sposi", di attraversare il canale durante la fuga da Milano.
Percorso Podistico:
Il percorso è pianeggianate e costeggia costantemente il corso d'acqua, partendo da Cassina de Pomm', nei pressi di via E. De Marchi, passando per Gorla, Precotto, Crescenzago, fino a raggiungere Trezzo sull'Adda, per circa una trentina di chilometri.
Caratteristiche:
- il percorso è pianeggiante a tratti all'ombra ma prevalentemente esposto al sole
- fondo gran parte asfaltato, tratti di sterrato dopo Gorgonzola
- lungo il percorso quando si attraversano i centri abitati, è possibile rifocillarsi presso i bar e le trattorie
- non ci sono misurazioni
- il percorso è illuminato da Cassina de Pomm' fino a Cernusco sul Naviglio
- Cassina de Pomm'-Trezzo D'Adda 36km per un bel lungo
La partenza:
L'inizio del percorso si trova a Cassina de Pomm', vicino a via M. Gioia, via E. De Marchi e via Tirano.
Come arrivare alla partenza:
- A piedi o in bicicletta: percorrendo via M. Gioia direzione Nord, fino ad incrociare via Tirano.
- In macchina: percorrendo sempre via M. Gioia. Possibilità di parcheggio vicino alla Cascina
Curiosità storiche:
- Cernusco sul Naviglio:
  - Villa Alari Visconti, costruita ai primi del 700 su disegno di Giovanni Ruggeri attualmente sede di un ospedale psichiatrico
  - Villa Biancani Greppi sede del municipio e visitabile su appuntamento
Al canale della Martesana è intitolato il Parco del Naviglio di Cernusco vi si accede da via Cavour o all' Alzaia stessa. All' interno del parco è possibile percorrere alcuni km. di sentieri immersi nel verde.
- Gorgonzola:
  - Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio costruita tra il 1806 e il 1820 su progetto di Simone Cantoni. Accanto alla parrochia è il Pantheon della famiglia Serbelloni, le cui vicende sono strettamente intrecciate alla storia del luogo.
  - Villa Sola Busca: residenza dei Serbelloni. Il giardino è aperto al pubblico
- Tra Gorgonzola e Cassano d'Adda:
Tra le due cittadine si possono incontrare altre residenze nobiliari, tra le quali ricordiamo Villa Facheris (d'origine seicentesca ma con facciata dell' 800) e Villa Gnecchi, del '600.
- Cassano d' Adda e Trezzo sull' Adda:
  - Castello Visconteo di Trezzo sull' Adda: la rupe del Castello strapiomba sulla doppia ansa dell' Adda, dove il lungo fiume offre un ambiente naturale tra i più spettacolari con strutture ricreative e sportive.
  - Centrale Idroelettrica Taccani, commissionata nel 1905 dall' imprenditore tessile C. Benigno Crespi all' architetto G. Moretti
  - Villa Borromeo a Cassano d' Adda. Sorto nella prima metà del 700 e rifatta in forme neoclassiche dopo 1871, e' la maggiore tra le storiche residenze della nobiltà lombarda a Cassano
  - Castello Borromeo sorto a guardia ed a controllo del valico dell' Adda prima dell'anno 1000 fu grandiosamente trasformato a metà del 1400 sotto Francesco Sforza
  - Groppello d'Adda, frazione di Cassano d'Adda, si può ammirare la poderosa ruota in legno dell'antico mulino ad acqua
Come raggiungere il Naviglio della Martesana:
- Con i mezzi pubblici:
  - Autobus 43 direzione Greco
  - Autobus 56, fermata Adriano-Ricordo, poi procedere verso via Padova
  - Autobus 53, fermata Adriano-Ricordo, poi procedere verso via Padova
  - MM1 GORLA poi 200 metri a piedi direzione P.le Loreto, imboccare via Bertelli
 
Testi tratti da www.ilbiscione.it.
Percorso al Parco di Monza
Con i suoi 7.325.116 mq è il parco recintato più grande in Europa. La sua storia comincia nel 1777 quando ha inizio la costruzione della Villa su progetto dell'architetto Giuseppe Piermarini per l'arciduca Ferdinando d'Asburgo, che ne voleva fare la propria residenza estiva. Il 14 Dicembre 1805, il prefetto dell'Olona comunicava alla municipalità di Monza il decreto imperiale di Napoleone, allora anche re d'Italia, col quale creava il Parco Reale, con il duplice scopo di farne una tenuta modello e un luogo di intrattenimento per la caccia. Nel 1859 la Villa divenne dimora dei Savoia e residenza preferita di re Umberto I, che proprio a Monza venne ucciso nel 1900. Dopo l'assassinio, la Villa nel 1919 divenne proprietà demaniale.
All'interno del parco nel 1922 venne costruito, su progetto di Alfredo Rosselli, l'autodromo che ancora oggi è uno dei più famosi circuiti del mondo e sul quale si disputa ogni anno il Gran Premio d'Italia di Formula 1.
Percorso Podistico:
All'interno del parco ci sono due percorsi uno da 9.850 metri, segnato in colore nero, ed uno da 19.200 metri, segnato in rosso e nero.
Caratteristiche:
- i percorsi sono due anelli
- fondo asfaltato
- fontanella all'ingresso del parco
- misurazioni ogni 500 metri, segnate con vernice bianca sull'asfalto
- orari di apertura del parco: invernale: 07.00-19.00; estivo (dal 25/03): 07.00-20.30
La partenza:
- per entrambi, è all'entrata principale, all'angolo tra viale Cavriga e viale dei Tigli ed è indicata con un segno bianco
Dettaglio percorso nero:
Dopo aver completato il primo giro, iniziando il secondo, dopo circa 150 metri si trova l'indicazione dei 10.000 metri.
Dettaglio percorso nero e rosso:
Dopo circa 2.000 metri dalla partenza, invece di girare a destra sul viale Vedano si prosegue diritto, fino ad arrivare quasi al cancello d'entrata della Porta di Biassono (sulla piantina il prolungamento è segnato con la linea di colore rosso).
Dopo aver percorso questo tratto nei due sensi di marcia, è segnata in terra una specie di U che rappresenta la "boa" attorno alla quale bisogna girare, si riprende il circuito nero dei 10.000 metri.
Un ulteriore prolungamento, rispetto al percorso descritto precedentemente, si ha intorno al decimo chilometro; invece di girare a destra sul ponte che passa il fiume Lambro, si prosegue diritto fino ad arrivare nei pressi della 2a curva di Lesmo dell'autodromo. Dopo aver percorso questo tratto in andata e ritorno si riprende il circuito nero fino alla zona di partenza.
Dopo aver completato il giro chi volesse proseguire fino alla distanza della mezza maratona troverà il segno corrispondente nei pressi dell'indicazione del 2o chilometro del circuito dei 10.000 metri.
Come arrivare alla partenza:
- In auto: Tangenziale est, direzione A4 Venezia uscita Monza
- Con i mezzi pubblici:
  - MM3 ZARA poi autobus ATM (H358Fer5)
  - MM1 Sesto FS, poi linea ferrovia Monza-Lecco
Indirizzo:
Comitato per il Parco di Monza c/o Bianca Montrasio via Raiberti,5 20052 Monza (MI)-
tel.: 039-38.21.47 - fax.: 039-732.890
www.parcomonza.org
Come raggiungere il Parco di Monza:
- In auto: Tangenziale est, direzione A4 Venezia uscita Monza
- Con i mezzi pubblici:
  - MM3 ZARA poi autobus ATM (H358Fer5)
  - MM1 Sesto FS, poi linea ferrovia Monza-Lecco
Note:
Parcheggio: Porta Vedano (a fianco ingresso autodromo) o Porta Monza a pagamento.
Altri Percorsi a Milano
Altri luoghi dove andare a correre a Milano si trovano leggendo questo articolo del Corriere della Sera.