"Preistoria" e stagione 1996/1997 
L’Associazione Calcistica Seleçao Libertas Calcetto, come sezione dedicata al calcio a 5 all’interno del Centro Sportivo Libertas Sesto, nasce ufficialmente nel luglio del 1996. Ma il nucleo fondatore ha radici più lontane. Vediamo infatti i vari Sergio Noseda, José Sala, Michele De Giglio, Fabrizio Di Pietro, Sergio Lombardi, Flavio Mandelli e Marco Spinelli, amici con una grande passione per il pallone, nel 1994-95 partecipare al Torneo amatoriale denominato “Transalpino”. Tra l’altro con buoni risultati, visti il raggiungimento della semifinale e la sconfitta solo al cospetto di quel Toniolo destinato negli anni successivi a raggiungere addirittura la serie A2. Già la squadra gioca con la maglia gialla e si chiama Seleçao: un nome che vuole sì ricordare per assonanza la ditta fornitrice delle divise, ma che soprattutto vuole ispirarsi a come la Seleçao originale (la nazionale brasiliana) intende il calcio. Ovvero, divertimento e un pizzico di fantasia. Super impegno in questa stagione per Marco Spinelli, che in contemporanea disputa il campionato FIGC di serie C con lo Sporting Sesto. Lo stesso che giocherà l’anno successivo Sergio Noseda (futuro primo capitano della Seleçao Libertas), con la casacca della Domus Bresso.

Ma torniamo alla fatidica estate del 1996: il gruppo di amici, alcuni dei quali legati alle attività della parrocchia Santo Sfefano e dell’oratorio San Luigi, si sente pronto per fare il salto di qualità e accetta quindi l’invito di Cesare Tremolada, presidente del Centro Sportivo Libertas Sesto, di costituirsi in società. La Seleçao si affilia così alla Federazione Italiana Giuoco Calcio e si iscrive al campionato di serie D. Primo presidente è Sergio Rusconi che, curiosamente, di professione fa l’editore anche se nulla ha a che fare con il “celeberrimo” Rusconi. La cosa, però, fa il suo effetto. Vice-presidente è Gaetano Ferri, cognato del portierone Michele De Giglio, così come l’allenatore Antonio Magarelli e il “primo tifoso” Nicola Antonacci, l’inventore dell’incitamento “forza canarini”, in ossequio allo sgargiante colore sociale giallo. Quando si dice, l’importanza della famiglia. C’è grande entusiasmo e voglia di fare, ma mai si perdono di vista i valori fondanti dell’amicizia, del divertimento e della fantasia, con l’artista del gruppo, José Sala, che realizza le caricature dei compagni ispirandosi proprio al soprannome “canarini”. Tutti i giocatori (cui si aggiungono Andrea Nava, Maurizio Quaggetto, Dario Virgili, Nunzio Di Muzio e Luca Loreto) si tassano per coprire le spese della stagione (il concetto della quota sociale rimarrà una costante nella storia della Seleçao): Sergio Noseda e compagni esordiscono ufficialmente a Monza, pareggiano 4-4 con il Pro Victoria. La settimana successiva, presso la palestra dell’Istituto “Galileo Ferraris” di Sesto San Giovanni (ancora oggi la casa della Seleçao) arriva il primo successo: 4-1 sul Max e Teo di Monza. I “canarini”, spesso alle prese con problemi di organico (tanto che capita anche a mister Magarelli, ex portiere, di scendere in campo, sia tra i pali che come giocatore di movimento) concludono la loro prima serie D al nono posto. Flavio Mandelli è il bomber della squadra, con 43 reti. La Seleçao Libertas porta avanti anche un messaggio di solidarietà: sulla maglia appare infatti una coccarda con il logo di Emergency, l’associazione umanitaria che si occupa di aiutare le vittime civili di tutte le guerre (e impegnata in particolare nella campagna contro le mine antiuomo) fondata dai coniugi sestesi Gino Strada e Teresa Sarti. Un messaggio che all’apparenza può stridere con la ditta di onoranze funebri che campeggia, come sponsor, sulle borse dei “canarini”: ma anche questo è la Seleçao...

La Seleçao si affretta ad esportare la propria passione anche all’estero, partecipando a Praga alla “Karls Cup”, torneo internazionale dilettantistico di calcio a 5. Opposti a squadre olandesi e tedesche, i sestesi superano il girone eliminatorio (due vittorie e un pareggio) con un gioco tipicamente all’italiana: difesa arcigna e micidiali ripartenze in contropiede, per tamponare il maggior talento tecnico degli avversari. «You play like Trapattoni», si sentono dire i giocatori della Seleçao: e il Trapattoni dei “canarini” è Fabrizio Di Pietro, allenatore per necessità, in quanto bloccato da un infortunio. E solo un gol subito in “zona Cesarini” impedisce alla Seleçao di approdare addirittura in semifinale.

Stagione 1997/1998 
L’estate del 1997 conduce a importanti novità in seno alla società. Nascono infatti delle divergenze, su come impostare l’immediato futuro, tra il nucleo fondatore della Seleçao Libertas, deciso a non smembrare il gruppo, e il trio Rusconi-Ferri-Magarelli, propenso a rinforzare l’organico, a costo però di sacrificare alcuni elementi della squadra. Prevale la prima linea: Maurizio Quaggetto viene eletto presidente, con Sergio Lombardi e Nunzio Di Muzio suoi vice. Una scelta sofferta: non solo perché porta a rinunciare ad uno sponsor già pronto a sostenere la squadra, ma anche perché costringe ad interrompere il rapporto sportivo con persone che restano comunque importantissime nella vicenda storica della Seleçao. Non si è perso però il rapporto umano con Gaetano Ferri e Antonio Magarelli, quest’ultimo successivo (e sempre leale) avversario dei suoi ex “canarini” sulle panchine prima della Stella Sestese e poi del Power Geas, due delle altre compagini “calcettistiche” di Sesto San Giovanni.

Grazie ai buoni auspici di Sergio Noseda, arriva poi, come nuovo allenatore, Osvaldo Tiraboschi: per tutti, il “Nini”. Lui, il calcio vero, lo ha visto da vicino, come guardalinee di serie C2 e, addirittura, come “quarto uomo” in serie A. Tra i giocatori Andrea Nava lascia il posto in porta al giovane Giuseppe Mianulli. Il campionato FIGC 1997-98 vede la Seleçao Libertas migliorare il piazzamento della stagione precedente: i “canarini” finiscono al sesto posto, in un girone difficile, come lo sono tradizionalmente tutti quelli che comprendono compagini del bergamasco e del bresciano. E, a proposito del già citato Trapattoni, Tiraboschi tenta di imitarlo, con la sua mentalità: squadra accorta e “primo: non prenderle”. Non a caso la Seleçao perde per la prima volta solo alla propria ottava partita: ma delle precedenti sette, quattro erano stati pareggi, che hanno impedito subito a Noseda e compagni di fare corsa di alta classifica. Alla fine del campionato sono ben nove i pareggi racimolati dai “canarini”, record societario tutt’ora imbattuto. 

L’estate del 1998 inaugura le partecipazioni della Seleçao Libertas Calcetto alla “Copa Maresme - Penya Barcelonista” di Lloret de Mar, nei pressi di Barcellona. Dal punto di vista agonistico, inaugura una serie di quattro eliminazioni al primo turno. Ma, non tutti i mali vengono per nuocere e, nei cinque giorni di soggiorno spagnolo (rispetto ai tre di Praga), qualche (per usare un eufemismo) concessione alle attrattive turistico-culturali della zona, allo splendido mare della Catalogna, al buon mangiare e al buon bere, arriva a mitigare le “delusioni” del calcio a 5 internazionale. D’altra parte, gli stessi organizzatori della Euro-sportring promuovono il torneo a metà tra pallone e vacanza: e gli alfieri della Seleçao, giustamente (durante l’anno si studia e si lavora...) non si tirano indietro.

Stagione 1998/1999 
In vista della stagione 1998-99 si resta, ancora, senza allenatore: “Nini” Tiraboschi preferisce rinunciare: non è facile, d’altra parte, svolgere il ruolo di tecnico cercando di far sì (come da indicazione societaria) che tutti gli elementi del gruppo giochino, più o meno lo stesso numero di minuti. Nel frattempo bisogna registrare anche gli innesti di Ezio Fornari e Andrea Fioresino, che vanno ad aumentare il numero dei giocatori. Si prova allora, per mantenere gli stessi intenti, la strada dell’autogestione, anche se, inizialmente, è Sergio Lombardi, più di altri compagni, a svolgere nel concreto il ruolo dell’allenatore-giocatore. Non mancano le difficoltà (da metà campionato circa, le decisioni sui cambi sono effettivamente “collettive”), ma questa resta comunque l’annata più positiva della Seleçao dei primi anni in quanto a risultati: sul campo i sestesi si piazzano quarti nel girone C (Milano e hinterland) di serie D, a braccetto con la Igor, con un bilancio, in 30 partite, di 58 punti, 18 vittorie, 4 pareggi e 8 sconfitte. Ma i “canarini” non riescono ad approfittare di una stagione particolare, che porta le prime quattro di ogni raggruppamento in serie C. La “colpa” è anche del Milano calcio a 5, la cui seconda squadra (la prima milita nella massima serie) è inserita nel girone della Seleçao. Per regolamento può giocare, ma è fuori classifica: al termine del campionato, quindi, nello stilare le graduatorie ufficiali (quelle che contano per il salto di categoria), ogni squadra perde i punti conquistati contro il Milano. E per la Seleçao è un salasso da 6 punti (invalidati i due successi per 9-5 e 8-6), mentre la Igor, avendo perso con i meneghini sia all’andata che al ritorno, rimane a quota 58. Il quarto posto sul campo resta però sacrosanto, così come i 47 gol di Flavio Mandelli e il 17-2 interno sul Free Mix che ancora oggi è la vittoria più larga nella storia della Seleçao in un match di serie D. 

Stagione 1999/2000 
Anche nel 1999-2000 continua l’esperimento dell’autogestione tecnica, con una variante: ogni giocatore, a rotazione, si incarica di ricoprire per una partita il ruolo di allenatore. Si palesano (era già successo nel torneo precedente) in particolare le capacità “gestionali” del duo Marco Spinelli-Dario Virgili, ma in generale il campionato è meno brillante: sesta posizione (su 13 squadre) in serie D per i “canarini” (nuovi innesti, gli attaccanti Lorenzo Fornari e Gianluca “Pato” Urraci) e una situazione che necessita assolutamente di una scossa. 

Stagione 2000/2001 
L’estate del 2000 è quella delle rivoluzioni, in ogni senso: alcuni componenti del “nucleo storico” (Maurizio Quaggetto, Sergio Lombardi, Fabrizio Di Pietro) non militano più nella Seleçao ed è Sergio Noseda che decide di prendere in mano le redini della società. È lui il nuovo presidente-giocatore, con Nunzio Di Muzio suo vice, nonché responsabilità dirigenziali anche per Luca Loreto, che riesce a sua volta a coinvolgere nell’avventura “canarina” il padre Adriano. Un nuovo organigramma cui, però, manca ancora la figura dell’allenatore. Basta, infatti, con le autogestioni e con il concetto del “giochiamo tutti”: Noseda, pur senza mai che si tralasci il valore del gruppo, vuole ora una gestione più “agonistica”. Il nuovo tecnico, però, per vari motivi, tarda ad arrivare e in questa situazione di incertezza Michele De Giglio, José Sala, Dario Virgili e Flavio Mandelli accettano la corte della Stella Sestese allenata dall’ex Antonio Magarelli, che dopo la retrocessione dalla C vuole rinforzarsi per tentare di ottenere una nuova promozione.

A settembre, finalmente, la Seleçao Libertas Calcetto ha il suo allenatore: Furio Eberini. E anche la squadra comincia a prendere forma: Tiziano Eberini, portiere dalle grandi doti fisiche; Alberto Guerriero, attaccante molto tecnico e Davide Bega, bomber dal sinistro micidiale. E poi Carmelo Patroniti, Alessandro Posterli e Ignazio Lobascio. Fa ancora qualche apparizione la fantasia di Marco Spinelli, mentre, a stagione in corso, si unirà alla squadra un giovane promettente come Francesco Bacchetta. Gli inizi sono difficilissimi: con l’organico spesso ridotto all’osso, la Seleçao, al termine del girone d’andata, si ritrova, con 12 punti, nelle ultime posizioni della graduatoria. Si ricorda, comunque, un “eroico” 4-4 in casa del Nova Buone Forchette (poi dominatore del girone), con grandi parate di Giuseppe Mianulli e con l’altro estremo difensore, Tiziano Eberini, schierato (con gol, ne realizza cinque in questa stagione) come attaccante. Ci si arrangia come si può... Decisamente meglio il ritorno: 23 punti con 7 successi in 13 partite e una marcia da “grande” che permette alla Seleçao di risalire sino alla settima piazza. Alberto Guerriero e Davide Bega segnano quasi 60 reti in due, nonostante una presenza non proprio continua a causa di infortuni e impegni di lavoro.

Sulle ali dell’entusiasmo, la Seleçao si aggiudica (primo e finora unico “primo posto” nella storia canarina), presso i campi del Centro Sportivo San Raffaele, la quinta edizione della “Summer Cup” di Milano, a ulteriore conferma che, almeno sulla carta, sono buonissime le premesse per far bene nella stagione 2001-02.


Stagione 2001/2002 
Dario Virgili torna alla corte del presidente Noseda e in più mister Furio Eberini può contare su un terzetto proveniente dalla Rondinella (ex serie C): Roberto De Vita, Francesco Barbiero e Magnus Tiozzo. Ma soprattutto, si completa la famiglia Loreto: dopo Luca e papà Adriano, ecco Alessandro, cannoniere di razza.

Sul piano societario, vi sono poi importanti evoluzioni: all’interno di un percorso di crescita impostato da Noseda si decide di “raddoppiare” e di iscrivere una squadra anche alla serie A del campionato Sportland, un torneo amatoriale di buon livello che si dipana lungo tutto l’arco dell’annata sportiva. Due compagini, ma un unico gruppo per gli allenamenti: questa la strada intrapresa, con i responsabili tecnici (Furio Eberini per la FIGC e Nunzio Di Muzio per lo Sportland) che di volta in volta effettuano le convocazioni.

In serie D non è un’annata facile. Tutt’altro. Il girone “Bergamo-Brescia” è complicato da affrontare, sia per la forza delle squadre (nella vincitrice del raggruppamento, il Brescia calcio a 5, milita addirittura il “mito” Mico Martic) che per la distanza delle trasferte. La Seleçao infarcisce l’andata con ben sei sconfitte consecutive: storicamente i “canarini” si migliorano nel ritorno e succede anche questa volta (18 punti contro 11), ma il bilancio generale (decimo posto) non può essere positivo. Spiccano solo i 48 gol di Alessandro Loreto, che migliora il primato stagionale FIGC di realizzazioni per un giocatore della Seleçao. Il gruppo Sportland (in campo in questo torneo, come nelle varie uscite internazionali, con la maglia di Emergency) si piazza sesto nel proprio girone, mancando la qualificazione alle fasi successive del torneo. Da registrare, qui, il “ritorno all’ovile” anche di Flavio Mandelli, il bomber storico dei “canarini”.


Stagione 2002/2003 
E veniamo all’annata sportiva, 2002-03: cambia registro la gestione unica FIGC-Sportland, che aveva creato qualche malumore. Ora i gruppi sono due, ben distinti e affidati sempre a Furio Eberini e Nunzio Di Muzio, che lascia così definitivamente i campionati federali dopo sei anni di più che onorata militanza. Per quel che concerne il torneo Sportland, l’intenzione iniziale è quella di ricostruire gran parte del nucleo originario della Seleçao, con il ritorno dei vari De Giglio, Sala, Lombardi, Quaggetto, Spinelli. Le presenze reali saranno però assai più rade del preventivato e anche per questo la squadra chiuderà ultima il proprio girone (Cristiano Villa con 12 gol e José Sala con 7 i migliori realizzatori), con una poco invidiabile striscia di 13 sconfitte consecutive. 

Il gruppo FIGC ha un nuovo capitano: si tratta di Luca Loreto, che riceve la fascia da Sergio Noseda e completa così la sua evoluzione, da virgulto della prima Seleçao a punto di riferimento per i compagni. Il fratello Alessandro, invece, si lascia allettare dalla corte della Stella Sestese e passa dall’altra parte della “barricata calcettistica” cittadina. La squadra di mister Furio Eberini, nella prima parte della stagione, può contare sul rientro, seppur saltuario, di Davide Bega, mentre progressivamente si inseriscono elementi preziosi quali il jolly Bruno Selmi e la punta Igor Bassi: i risultati, però, non arridono alla Seleçao. Una svolta alla decima giornata: un ribaltone tecnico all’interno della Stella Sestese convince Alessandro Loreto a chiedere di essere svincolato per poter tornare alla Seleçao, seguito dai fratelli Stefano e Oscar Piano. Con questi tre innesti, la squadra può dirsi ora veramente completa e in 17 partite, raccoglie 12 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte, per un totale di ben 37 punti. La chiusura di campionato è addirittura travolgente, con otto risultati utili consecutivi e sei successi di fila: cifre record nella storia della Seleçao. Luca Loreto e compagni risalgono la china, sino al quinto posto e si mangiano le mani per alcuni scivoloni (in particolare i match interni con Brusuglio e Stella Sestese persi ingenuamente in “Zona Cesarini”) senza i quali si sarebbe potuta addirittura centrare la zona play-off per la promozione in serie C2. Dal suo ritorno in maglia Seleçao, Alessando Loreto realizza ben 47 reti, andando a segno in tutte le 17 partire disputate.

E mentre alcuni fra i “canarini” (rigorosamente “griffati” Emergency) sfiorano la finale al Torneo di Cattolica, la dirigenza capeggiata da Sergio Noseda (e arricchitasi del prezioso apporto, come tesoriere, di Enrico Ieva) si sente matura per tentare, in vista della stagione 2003-04, il grande salto. Si decide, pur dolorosamente, dopo un triennio di proficua collaborazione, la separazione con il mister Furio Eberini. Il tecnico del futuro sarà Roberto Tommaso (ex Burago calcio a 5 e Stella Sestese), coadiuvato da Claudio Tibs come preparatore atletico.


Stagione 2003/2004
Con la coppia tecnica Tommaso-Tibs l’obiettivo agonistico della società è fin da subito chiaro: tentare la scalata verso la serie C2, forse per la prima volta in maniera decisa e programmata nella giovane storia canarina.
La squadra formata per tale rincorsa è formata da Alberto Bianchi, Roberto Ingargiola, Giuseppe Mianulli (portieri), Gianluca Cassotta, Luca Loreto, Alessandro Spina, Fabio Maresca, Josè Sala, Bruno Selmi, Pasquale Turzo, Dario Virgili, Igor Bassi, Alberto Guerriero e Alessandro Loreto.
Per la prima volta alla Seleçao Libertas capita il girone con squadre delle province di Lecco e Como e con la presenza di ben tre formazioni fuori classifica su un totale di 14. Il raggruppamento si preannuncia quindi “sulla carta” più agevole rispetto agli anni passati, dal momento che può bastare cogliere il terzo posto su sole 11 squadre per avere accesso almeno ai play-off promozione. Inoltre il lotto delle pretendenti si dimostra da subito “spaccato in due” con solo 5/6 squadre con ambizioni di alta classifica (destinate a ridursi nel ritorno a 4 per 3 posti), con il resto del gruppo che figura quasi da "sparring partner".
Questo girone abbastanza anomalo presenta comunque, per assurdo, anch’esso delle insidie pericolose: ci sono infatti pochissimi margini d'errore in quanto eventuali passi falsi sono difficilmente recuperabili vista la ridotta competitività media delle avversarie. Assumono quindi notevole valore gli scontri diretti, dove la vittoria o la sconfitta possono fare veramente la differenza e scavare solchi difficilmente colmabili. La Seleçao è quindi brava a cogliere le vittorie giuste al momento giusto, soprattutto nel derby di ritorno contro il Power Geas, scontro diretto che permette di scavalcare al terzo posto in classifica i “cugini” sestesi e di fatto estrometterli dal discorso play-off, in quanto Lecco C5 e Team Euro sono molto staccate e si rivelano due formazioni schiacciasassi che si contendono la prima posizione fino all'ultima giornata. Il terzo posto finale nel girone significa quindi play-off, cioè la possibilità di giocarsi per la prima volta veramente la promozione in C2, come negli intendimenti societari di inizio annata.
Purtroppo i play-off non vanno come nelle più rosee aspettative di Luca Loreto e compagni: qualche defezione di troppo causa infortuni e impegni di lavoro, nonché avversarie più agguerrite forse perché provenienti da raggruppamenti di “stagione regolare” più competitivi, fanno sì che la Seleçao Libertas concluda solo ottava su dieci formazioni partecipanti. Troppo poco per sperare in un ripescaggio, che effettivamente si ferma al quinto classificato della mini-classifica scaturita dai play-off stessi.
Più di un pizzico di delusione c’è: ma c’è soprattutto la consapevolezza di aver compiuto esperienze fondamentali per tentare subito un nuovo e migliore assalto alla serie C2.

Stagione 2004/2005
I play-off, seppur negativi, dell’annata 2003-04, non scoraggiano la Seleçao. Anzi: mai così vicina al traguardo grosso della promozione in serie C2, la società canarina serra le fila e mantiene altissimo l’impegno per riprovarci. La superconfermata coppia tecnica Tommaso-Tibs si ritrova una squadra rinnovata in molti effettivi, anche importanti. Partono Alex Loreto, Ingargiola e Bassi, mentre Turzo, Sala e Virgili appendono le scarpette al chiodo, con quest’ultimo che si inserisce nei quadri dirigenziali del club. Arrivano Meroni, Radaelli, Andreoli, Galimberti, Lovisi, Spatafora, i fratelli Raffaele e Mauro Colosimo. Ma fra i nuovi acquisti il più atteso è di certo Claudio Cagnetta, attaccante classe 1982 arrivato in prestito dalla Valprint del “mito” Mico Martic: a lui in particolare il compito di rimpiazzare le grandi messe di gol cui Alex Loreto aveva abituato nelle precedenti stagioni.
L’inizio del “Pennellone” (per il fisico slanciato) è col botto: subito un poker nella prima giornata del girone D di serie D. La Seleçao Libertas Calcetto batte in trasferta il Gi.Di. Seregno per 10-3: un debutto che dà morale alla truppa del presidente Noseda, che in questo momento non può usufruire della propria tradizionale casa, ovvero la palestra dell’Istituto Galileo Ferraris di Sesto San Giovanni, chiusa per lavori di ristrutturazione. Perdura l’esilio forzato (seppur dorato, vista la bellezza dell’impianto) a Burago, non solo per gli allenamenti, ma anche per le partite ufficiali. Qui la Seleçao supera nella seconda giornata per 3-2, al termine di un match mozzafiato, il Cgb Brugherio, una delle avversarie più accreditate nei pronostici della vigilia. Le reti di Maresca (doppietta) e Guerriero, le parate di Bianchi, l’ordinata resistenza ai tentativi di rimonta dei vivaci rivali, fanno ulteriormente capire alla squadra di Tommaso di poter recitare ancora una volta un ruolo più che importante. Detto fatto: la Seleçao infila in campionato una striscia schiacciasassi. Sette partite, sette vittorie: tra queste il 7-2 sul Nova B.F. che non sarà valido al termine del girone per la classifica reale, ma anche il preziosissimo 9-5 interno (al Palaverde di Cambiago) sui pericolosi monzesi del San Biagio. Dopo il 7-1 del quarto turno sull’Nta i sestesi, per la prima volta nella loro storia, sono solitari in testa alla classifica in serie D. La pazzesca sequenza canarina viene interrotta in Coppa Lombardia dal Cgb Brugherio (7-4), mentre in campionato è il Brusuglio ad imporre il pari (3-3) a Luca Loreto e compagni, nel match che segna, finalmente, il rientro della Seleçao al Galileo Ferraris, dopo ritardi soprattutto burocratici che avevano causato una ventina di giorni prima anche il rinvio del derby con il Power Geas.
La Seleçao Libertas torna così a casa, e riprende immediatamente a vincere. E pare non fermarsi più. La squadra di mister Tommaso chiude il 2004 imbattuta in campionato, senza lasciare più sul terreno altri punti in graduatoria. Il Natale viene festeggiato con la sonante vittoria per 18-2 (6 reti di Cagnetta) nella gelida Civate. È l’affermazione pù larga di sempre per la Seleçao, da celebrare con una colossale mangiata (e bevuta) di gruppo in un ristorante di Valmadrera. Pochi giorni dopo il Milano Est elimina i canarini dalla Coppa Lombardia, ma la qualificazione alle fasi ad eliminazione diretta era già stata compromessa dalla battuta d’arresto con il Cgb Brugherio.
Seleçao dominante: Seleçao ancora più forte. Il giorno di Santo Stefano il club di via Oriani annuncia ufficialmente due importantissimi rinforzi. Torna Alex Loreto, svincolatosi dalla Vimodronese e arriva dalla Valprint Stefano Ferri, forte laterale mancino classe 1982, tra l’altro figlio di Gaetano e nipote di Michele De Giglio, rispettivamente primo vice-presidente e uno dei fondatori della Seleçao nel 1996. Ferri esordisce con una doppietta nel 12-3 sul Potestas Monte Olimpino che permette ai Noseda-boys di terminare il girone d’andata con il ragguardevole bilancio di 12 vittorie e un solo pareggio. Alex Loreto è invece ancora ai box per i postumi di un fastidioso infortunio ad una caviglia.
Cgb Brugherio (seconda in classifica) e San Biagio (terza): ecco gli ultimi ostacoli sulla strada della Seleçao Libertas Calcetto verso la C2. La seconda giornata di ritorno offre subito la trasferta di Brugherio, l’ostacolo più duro. La partita è un vero spot per il calcio a 5 dilettantistico: avvincente, incerta sino all’ultimo, dura ma corretta, chiusasi con entrambe le squadre al centro del campo a salutare gli oltre 100 spettatori presenti. Felicità doppia per la Seleçao, che si impone 5-4 (2 Ferri, 1 Cagnetta, Guerriero e Selmi): una squadra che gira a meraviglia attorno a tre perni come Cagnetta, Guerriero e Ferri, che non esita a prendere in mano le chiavi del gioco canarino. È il 27 gennaio 2005: il 1° marzo è previsto l’altro big-match in casa del San Biagio, cui la Seleçao arriva dopo un febbraio di nuovo immacolato, con quattro successi su quattro. E neppure il freddo pungente del campo all’aperto dell’oratorio monzese di San Biagio ferma i canarini: nel primo tempo Cagnetta e Luca Loreto tengono a bada i padroni di casa, annichiliti nella ripresa dalla tripletta di Ferri. Finisce 6-2: la promozione è sempre più vicina. Altre 13 vittorie consecutive da quel pari con il Brusuglio, che curiosamente anche nel ritorno rallenta la Seleçao, ancora con un 3-3, confermandosi di essere una delle storiche bestie nere dei sestesi.
La vicenda si ripete, però, anche in positivo. 14-4 all’Extra Sport e Promotions (torna in campo e al gol Alex Loreto, Guerriero capitano per la squalifica di Luca Loreto… ennesimo bel riconoscimento per il “Puma”), 5-1 al Blevio: manca ormai solo la certezza matematica del primo posto e della promozione diretta in C2 per poter esplodere di gioia. Il tutto potrebbe giungere già il 7 aprile al Galileo Ferraris di Sesto San Giovanni, ma i ragazzi del Civate chiedono e ottengono il rinvio per poter essere presenti a Roma ai funerali di papa Giovanni Paolo II. C’è anche un piccolo retroscena, perché per un disguido l’arbitro si presenta ugualmente, trovando ovviamente solo la Seleçao intenta ad allenarsi. Sembra profilarsi un amaro successo a tavolino per i canarini, poi l’equivoco si chiarisce e il 14 aprile 2005 si gioca la partita della storia per la Seleçao Libertas Calcetto. Il Civate viene battuto 10-0 ed è grande festa per tutti. “Seleçao C siamo”, “Che spettacolo” e “Che meraviglia questa nostra Seleçao”, sono gli slogan, i canti, le scritte che scandiscono la serata di giubilo per un traguardo atteso dal 1996. Il successivo 9-2 in casa del Potestas Monte Olimpino chiude un campionato fantastico: 26 partite, 24 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte, ben 203 gol fatti (una media di quasi 8 a incontro). Cagnetta va in rete 59 volte, risultando il terzo miglior marcatore del girone D. Da segnalare anche i 41 centri di Maresca, i 30 di Guerriero, i 21 (in metà campionato) di Ferri e i 17 di Selmi.
Ma ecco tutti i protagonisti della promozione. In campo: Alberto Bianchi, Giuseppe Mianulli, Alessandro Meroni, Claudio Cagnetta, Fabio Maresca, Alberto Guerriero, Stefano Ferri, Bruno Selmi, Luca Loreto, Alex Loreto, Marco Spatafora, Alessandro Spina, Mauro Colosimo, Raffaele Colosimo, Fabio Galimberti, Marco Radaelli, Gianluca Cassotta, Marco Lovisi, Alessandro Andreoli. In panchina: Roberto Tommaso e Claudio Tibs. Dirigenza: Sergio Noseda, Adriano Loreto, Tiziano Furrer, Enrico Ieva, Dario Virgili, Massimo Sarti.
Una società che non vuole però fermarsi agli splendidi risultati della prima squadra. In primavera comincia ad elaborare un “Progetto Settore Giovanile” volto alla costituzione di una Scuola Calcio a 5, inizialmente per ragazzi e ragazze dai 6 ai 12 anni. Il biglietto da visita di questa “nuova” Seleçao Libertas Calcetto è la riuscitissima manifestazione “Primi Calci… a 5” del 10 luglio, presso il Centro Sportivo Falck Tennis di Via General Cantore a Sesto San Giovanni.

Stagione 2005/2006
È la stagione che porta al decennale della Seleçao Libertas Calcetto, fondata nell’estate del 1996.
In avvicinamento a questo importantissimo compleanno, due sono le grandi sfide da affrontare: mantenere la Serie C2 nell’anno di esordio in questo campionato e partire concretamente con la Scuola Calcio a 5 tanto voluta dalla dirigenza guidata dal presidente Sergio Noseda.

La squadra canarina si presenta ai nastri di partenza con importanti novità: si scinde innanzitutto la coppia tecnica della promozione, con Claudio Tibs che deve abbandonare a malincuore il suo ruolo di “vice” di mister Roberto Tommaso. Tra i giocatori Claudio Cagnetta, mattatore della stagione precedente, torna alla Valprint dopo un anno di prestito: «Dovrebbero farci un monumento per come l’abbiamo fatto crescere», dichiara scherzando, ma forse non troppo, il presidente Noseda, che sostituisce Cagnetta con l’esperto Marco Borgonovo, reduce da due campionati di D in maglia Extra Sport Promotions timbrati con ben 153 segnature.
Tra i protagonisti della scalata alla C2 abbandonano la Seleçao anche Fabio Maresca (che passa al calcio a 11) e Alessandro Spina. Il mercato in entrata, oltre al già citato Borgonovo, vede in particolare l’arrivo di Luca Dellon, proveniente dal Real Milan di Serie B, elemento che può essere tatticamente assai importante nello scacchiere Seleçao. Giungono alla corte di mister Tommaso anche Ivan Ciufo (dal Power Geas) e Marco Drera (dalla Maytec).
I cambiamenti in atto nel calendario, inducono la Seleçao Libertas Calcetto a rinunciare alla disputa della Coppa Lombardia, per concentrarsi esclusivamente sul torneo di C2 che parte la penultima settimana di settembre.

L’esordio in questa categoria dei sestesi è amaro, perché coincide con una sconfitta 5-3 in casa del forte Cus Brescia. Debutto sofferto sia per l’ottimo livello degli avversari, sia per un pizzico di emozione, acuita dall’attesa supplementare di 90 minuti per il calcio d’inizio, a causa del ritardato arrivo del direttore di gara.
Per la statistica e la storia il primo gol Seleçao in Serie C2 è siglato da Stefano Ferri, che realizza anche la prima doppietta. Va in rete anche Dellon, ma non si riesce ad evitare la battuta d’arresto.
Il primo punto Seleçao in C2 viene conquistato la settimana successiva nell’esordio casalingo contro la Bocconi Sport Team. Ma è una serata agrodolce quella presso la palestra “Galileo Ferraris” di Sesto San Giovanni, perché la Seleçao negli ultimissimi minuti si fa inopinatamente rimontare da 5-3 a 5-5. Note liete, la tripletta di Borgonovo e il ritorno al gol di Alessandro Loreto.
Purtroppo la storia si ripete sempre in casa il giovedì successivo, e questa volta i canarini escono sconfitti al cospetto del Clusane, che recupera dal 4-5 al 6-5 in proprio favore. L’inesperienza gioca un brutto tiro alla Seleçao. Il salto di categoria si sente soprattutto in questi momenti: in D ci si poteva distrarre senza pagare dazio, in C2 concentrazione massima sin quasi alla doccia, altrimenti sono guai.
Una boccata d’ossigeno, soprattutto per il morale di Luca Loreto e compagni, arriva alla quarta giornata, grazie al successo esterno per 7-4 sul terreno del Gso Vimodrone. È il 13 ottobre 2005, è la prima vittoria Seleçao in serie C2, siglata dalla doppiette di Alex Loreto, Borgonovo e Dellon e dalla rete di Drera.
Il campionato dei ragazzi di mister Tommaso prosegue in maniera altalenante. Pesante rovescio interno (1-5) contro l’esperto e cinico Orzinuovi, vittoria prezionissima (6-4) in casa dell’Isola neopromosso come la Seleçao, pareggio 2-2 sofferto ma importante al cospetto dell’Athletic C5, che solo pochi mesi prima raggiungeva i play-off promozione in C2. E poi ancora: sconfitta netta ed annunciata sul campo della capolista Futsal Monza (8-3), vittoria interna altrettanto netta ed annunciata (seppur accompagnata da una prestazione poco brillante) sul fanalino di coda Tony San Donato (7-2), con le prime segnature stagionali per Alberto Guerriero, sempre pronto a dare il proprio apporto, “slalomeggiando” tra impegni di lavoro e acciacchi fisici.

Siamo nella seconda metà del mese di novembre: e mentre la prima squadra della Seleçao Libertas Calcetto sta prendendo visione, non senza difficoltà, del campionato di C2, cominciano le lezioni della Scuola Calcio a 5 per bambini e bambine dai 6 ai 12 anni, presso l’impianto in erba sintetica del Centro “Falck Tennis” di Via General Cantore.
La data del 21 novembre 2005 è decisamente storica nella “vita” canarina: è il passo iniziale di quella che, nelle intenzioni e nelle speranze della dirigenza Seleçao, vuole diventare un’attività giovanile a tutto tondo.

Tornando al torneo di C2 comincia per la Seleçao una serie di tre scontri diretti nelle zone medio-basse della graduatoria. Il primo viene perso per 6-5 sul campo della Ricerca e Sviluppo. Poi, però, giungono due affermazioni toccasana per la classifica dei sestesi: nel 5-4 interno sul Diogene Piacenza Alex Loreto, con tripletta e gol decisivo nel finale, torna ai fasti di un tempo; nel netto 6-1 sul terreno del Marassi Cinisello tutta la Seleçao funziona bene e c’è finalmente il primo centro in campionato anche per Bruno Selmi. Ai canarini non riesce il tris di successi: nell’ultima partita del girone d’andata si fanno sorprendere in casa (7-9) dal Real Comes in un match ricco di rimpianti.
A metà campionato la Seleçao Libertas Calcetto vanta così 17 punti in classifica e si posiziona poco sopra la zona dei play-out retrocessione. Risultati e prestazioni sono stati altalenanti: la squadra ha avuto buoni picchi, ma ha difettato in continuità.
La fine dell’andata coincide con la pausa per le festività di Natale e Capodanno, nella quale si concretizza la separazione, dopo due anni e mezzo, tra la Seleçao Libertas Calcetto e l’allenatore Roberto Tommaso. Si chiude così, con l’annuncio ufficiale dell’11 gennaio 2006, un ciclo che ha portato molte soddisfazioni: la società sestese vuole aprirne un altro, che possa partire da una salvezza in serie C2 non facile da conquistare.

La prima partita del dopo-Tommaso vede provvisoriamente sedere in panchina il presidente Noseda: la Seleçao va vicina a bloccare in casa il Cus Brescia secondo in classifica, ma alla fine deve arrendersi per 2-1.
Il 14 gennaio viene comunicata la nuova guida tecnica canarina: l’allenatore è Michele Pirone, alla sua prima esperienza nel calcio a 5 dopo una lunga militanza nel calcio a 11 alla guida di prime squadre e di compagini del settore giovanile. Al suo fianco torna come “vice” e come preparatore atletico Claudio Tibs, che con i medesimi ruoli aveva collaborato con Roberto Tommaso nelle annate 2003-04 e 2004-05.

L’esordio della coppia Pirone-Tibs coincide con una sconfitta 4-2 sul campo della Bocconi Sport, squadra di vertice del girone. Rinviata per maltempo la trasferta sul campo del Clusane, la Seleçao Libertas ha una gravissima battuta d’arresto al “Galileo Ferraris” (3-5) contro il Gso Vimodrone: la rivoluzione tecnica non sembra dare la scossa sperata e la squadra, dopo quattro sconfitte consecutive, è caduta in piena zona play-out ed appare in difficoltà.
La Seleçao riprende a muovere la classifica, schiodandosi dalla maledetta quota 17, forse nell’occasione meno prevista, andando a pareggiare 4-4 in casa dell’Orzinuovi quarto in graduatoria: è il primo punto della gestione Pirone, torna finalmente una squadra tonica e compatta, una bella iniezione di fiducia per i turni successivi.
La continuità, però, manca ancora, e la partita casalinga con l’Isola ne è negativa testimonianza: gli avversari si mostrano di scarsa consistenza, eppure i canarini non riescono a chiudere i conti, venendo puniti a 25 secondi dal termine del recupero. È un 5-5 pesantissimo per morale e classifica: i problemi appaiono lontani da una certa risoluzione.
C’è il rischio di non vedere più la luce alla fine del tunnel chiamato play-out, anche perché si avvicina la trasferta sul terreno dell’Athletic C5, sulla carta assai difficile. Invece la Seleçao Libertas tira fuori gioco ed attributi nel momento più difficile della stagione: a Segrate disputa un secondo tempo capolavoro, imponendosi 6-3 con tripletta di Ferri, doppietta di Borgonovo e gol di Guerriero, tornando a vincere dopo oltre due mesi e regalando i primi tre punti in un colpo solo a mister Pirone. È questa una svolta fondamentale nella stagione, soprattutto sul piano di una ritrovata convinzione nei propri mezzi. La Seleçao la settimana successiva impegna severamente in casa la capolista Futsal Monza: perde 2-0 ma gioca una delle partite più belle del suo campionato, meritando di strappare almeno un punto. Sul piano del risultato va male anche il recupero di Adro contro il Clusane (5-2), ma Luca Loreto e compagni non si perdono d’animo. Sanno che dovranno soffrire sino al termine del campionato e, a questa sofferenza contribuisce anche il “farraginoso” successo esterno (5-3) sul Tony San Donato ancora a zero punti.
Farraginoso, ma importantissimo: si avvicinano le partite che valgono una stagione, con lo spauracchio play-out ancora tutto da evitare. Si comincia con il match interno contro la Ricerca e Sviluppo, in piena corsa per i play-off. La Seleçao è quella brillante e agguerrita vista al cospetto del Futsal Monza: partita pressoché perfetta, guidati da una grande prestazione in fase difensiva e dalla tripletta di Borgonovo i canarini si impongono per 4-0.
Questa volta, però, è veramente obbligatorio dare continuità a questo successo per non vanificare tutto.
E finalmente la continuità arriva: a San Giorgio Piacentino il Diogene deve soccombere 9-6, con tris di Selmi e doppiette di Ferri e Dellon. Durante il match non mancano momenti di difficoltà, ma questi tre punti devono a tutti i costi prendere la strada di Sesto San Giovanni... e prendono la strada di Sesto San Giovanni.
Manca ora un solo punto alla Seleçao Libertas per la matematica salvezza, e mancano due giornate al termine del campionato. Questo fatidico punto arriva al termine di una partita “strappacoronarie”, contro il Marassi Cinisello: tra le mura amiche i sestesi faticano, restano sempre sotto nel punteggio. A 5 minuti dalla fine perdono 4-2, ma vengono rinvigoriti dalle zampate di Ferri e Dellon. Il 4-4 fa partire la festa: meno roboante di quella di 12 mesi prima per la promozione, ma altrettanto sentita.
30 marzo 2006: la matricola Seleçao Libertas Calcetto resta in Serie C2. Viste le tante peripezie, la si può considerare una piccola grande impresa.
A salvezza messa in cassaforte, la Seleçao chiude il campionato vincendo 6-4 in casa del Real Comes. Per i canarini c’è l’ottavo posto nel girone con 35 punti (10 vittorie, 5 pareggi, 11 sconfitte): miglior realizzatore della squadra è Marco Borgonovo, con il ragguardevole bottino di 38 gol.

Ora si può pensare ai festeggiamenti per il decimo compleanno della Seleçao Libertas Calcetto, che sono insieme anche i festeggiamenti per la buona riuscita della prima annata della Scuola Calcio a 5. Alla fine del corso, tenuto dagli istruttori Claudio Cagnetta, Fabio Marzagalli e Carlo Spiga, i bambini iscritti sono stati 8, tra cui una bambina di 11 anni.
Il gioioso appuntamento è per domenica 11 giugno 2006 con un’intera giornata baciata dal sole e dedicata al calcio a 5 presso il Centro Falck Tennis di via General Cantore.
Al mattino triangolare con Rondò Dinamo, Extra Sport e i bambini della Scuola Calcio Seleçao. Al pomeriggio la seconda edizione di “Primi Calci... a 5” invasa dall’entusiasmo di oltre 50 tra bambini e ragazzi, inebriati dal Mondiale appena iniziato ma anche e soprattutto dall’entusiasmo di giocatori, tecnici e dirigenti Seleçao, del presente e del passato, che si sono messi a disposizione dei più piccoli. Un torneo con le “vecchie glorie” canarine e l’immancabile grigliata hanno completato la festa.

Stagione 2006/2007
Tutto è pronto per la stagione delle conferme: la prima squadra affronta per la seconda volta il campionato di serie C2, cercando di conseguire ancora una salvezza diretta, magari un po’ meno sofferta di quella della stagione appena conclusa; il “neonato” settore giovanile cerca conferme e stabilità, riproponendo per il secondo anno i corsi di C5 riservati a bambini e bambine dai 6 ai 13 anni.
La nota più positiva della stagione è rappresentata proprio dalla Scuola C5 che vede ben 20 iscritti (contro i soli 8 “pionieri” della passata stagione), equamente suddivisi tra le due fasce d’età previste. L’attività giovanile ha il suo culmine nella giornata di domenica 4 marzo 2007, con la trasferta nel Veneto a Cornedo Vicentino (il Veneto è una delle regioni italiane dove il C5 giovanile è più sviluppato) per la disputa del “Memorial Maurizio Trentin", torneo riservato alle categorie Pulcini ed Esordienti, organizzato dalla Star Deco Cornedo (serie B) e con la partecipazione anche del Petrarca Padova (serie A2).

Sul fronte della prima squadra invece si salva solo il risultato finale che vede il raggiungimento dell’obiettivo prefissato ad inizio stagione (la permanenza in serie C2), risultato ottenuto però attraverso una stagione travagliata e difficile, affrontata con problemi ricorrenti di organico, visto che alcuni “senatori”, per qualche “magagna fisica” e/o per problematiche familiari o professionali, fanno fatica a dare la necessaria continuità di presenza, e si è quindi costretti a “buttare nella mischia” alcuni giovani e giocatori poco avvezzi al calcio a cinque. Si è quindi giunti alla fine di un ciclo, per cui per la nuova stagione sarà necessario dare una svolta decisa ed intraprendere nuove strade.

Stagione 2007/2008
La svolta passa dal cambio alla conduzione tecnica della prima squadra: il nuovo allenatore viene individuato in Alberto Guerriero (dopo la “meteora” Mario Murrai, che guida la squadra per la sola durata del Torneo di Rho disputato nel mese di giugno). Si privilegia quindi una scelta “interna”, che vede il cambio di ruolo di uno storico componente della Seleçao, che dismette le scarpe da calcetto per indossare i panni, a volte scomodi, del mister.
La scelta si rivela più che azzeccata: la grinta ed il carisma del “puma” (il nomignolo che Alberto si è conquistato sul campo e che ha confermato anche in panchina), unite alle sue competenze e capacità tecnico/tattiche, fanno di lui il condottiero giusto per guidare la “nuova” Seleçao, una squadra profondamente rinnovata e ringiovanita, con l’innesto di elementi di grande qualità come Marco Cambiaghi, Gianguido Brambilla (entrambi con esperienze pluriennali in serie B) e Claudio Cagnetta (di ritorno dalla Valprint, dopo essere stato il nostro bomber della promozione in serie C2 nel 2004-05) e di giovani speranze (Carlo De Andreis, Costantino Di Canio, Marzio Grotti, Felice Malito, Christian Micheletti), che vengono affiancati alla “struttura portante” della squadra, i confermati Alberto Bianchi, Luca Loreto, Stefano Ferri, Marco Furrer, Pietro Genovese, Giuseppe Mianulli.
Il girone di serie C2 è come sempre quello che raggruppa le squadre delle province di Bergamo, Milano (zona Est) e Piacenza: un girone da “far tremare i polsi”, secondo gli addetti ai lavori quasi una sorta di "C1-bis". Visto anche l’innalzamento del livello qualitativo del girone, l’obiettivo societario è quindi sempre lo stesso: conseguire la salvezza in C2, possibilmente con il minore patema possibile.
L’annata si rivela da subito straordinaria: per la prima volta nella propria storia si passa il primo turno di Coppa Lombardia (arrivando ai quarti dove si viene eliminati dai Saints Pagnano di Merate, che saranno poi i vincitori della manifestazione); ma soprattutto in campionato si “veleggia” stabilmente nelle prime posizioni in classifica, accarezzando anche sogni fino a questo momento neanche minimamente immaginabili, cioè la promozione diretta in serie C1.
Al termine della “regular season” si raggiunge un incredibile terzo posto, piazzamento che garantisce l’accesso ai playoff per la promozione in serie C1: questa nuova avventura finisce però subito con la sconfitta contro il Real Tribiano, sconfitta che, nonostante un po’ d’amaro in bocca, non intacca in alcun modo la fantastica stagione disputata.

Sul fronte del settore giovanile, si cercano conferme dei buoni risultati ottenuti con la stagione passata, mantenendo costante il numero di iscritti intorno alle 20 unità. Anzi si registra per la prima volta la partecipazione di una nostra squadra ad un campionato FIGC giovanile (il “Torneo Primaverile Giovanissimi”, con la partecipazione di 6 squadre). Da un punto di vista dei risultati non è un’esperienza positiva (10 sconfitte su 10 partite, con “scoppole” anche pesanti nel punteggio), ma rappresenta comunque il raggiungimento di un ulteriore traguardo societario.
Il primo gol in assoluto della Seleçao in un campionato FIGC giovanile è siglato da Gaetano Germinario, accompagnato dai compagni Alessandro Re, Marco Gambadoro, Andrea Suffada, Andrea Vorraro, Davide Chiapperini, Andrea Miragoli: a tutti gli effetti i 7 “pionieri” dell’avventura della Seleçao nel C5 giovanile in FIGC.

Stagione 2008/2009
La nuova stagione parte con un inaspettato “inciampo” nel percorso di crescita del Settore Giovanile: anzi una vera e propria “brusca frenata” che, dopo tre anni di vita, mette in discussione l'esistenza stessa della Scuola C5.
Praticamente la fascia d’età dei più grandi (quelli che hanno 13-14 anni ed hanno partecipato allo scorso campionato FIGC Giovanissimi) si azzera, a causa della mancanza di nuovi iscritti che possano “rimpolpare” una rosa troppo ristretta per poter rinnovare l’impegno della partecipazione ad un campionato ed al conseguente abbandono dei “7 pionieri” che decidono allora di migrare in altre realtà (squadre FIGC di C11, piuttosto che CSI di C7).
È una brutta “tegola”, anche perché contemporaneamente si registra una flessione pure nelle iscrizioni dei più piccoli (fascia 6-10 anni), ma nonostante queste difficoltà si mantiene l’impegno nello sviluppo di una Scuola C5, anche solo con i 9 iscritti rimasti (è a tutti gli effetti come essere ritornati all’inizio, alle difficoltà del primo anno con i soli 8 iscritti). Si è consapevoli che questi numeri non consentono di svolgere un’attività ottimale, ma la determinazione societaria è quella di “stringere i denti” e andare comunque avanti, perché un eventuale “stop” definitivo dei corsi, anche solo per un anno, potrebbe invece rappresentare il “colpo mortale” ad ogni velleità di avviare un settore giovanile stabile di C5.
Queste difficoltà fanno maturare una decisione “visionaria”, non senza una buone dose di incoscienza: la convinzione che per dare stabilità all’affermazione di una Scuola C5 (un vero e proprio “vaso di coccio” immerso in un mare di società FIGC di C11 e di società CSI oratoriane di C7) sia necessario svolgere un’azione “culturale” che permetta di far conoscere veramente la disciplina sportiva del “calcio a 5”, affrancandola dallo scomodo paragone/confronto con il calcio a 11.
Come? Andando ad intervenire direttamente alla base dell’apprendimento, cioè iniziando ad operare in prima persona all’interno della Scuola Primaria e Secondaria, nel normale orario scolastico ed extra-scolastico. Si pongono quindi le basi di quello che sarà il progetto “Mini C5”.

Sul fronte della prima squadra si vuole ripartire dagli ottimi risultati appena ottenuti, confermando il tentativo di raggiungere i playoff per puntare alla promozione in serie C1.
La rosa si indebolisce sensibilmente con l’abbandono contemporaneo di Gianguido Brambilla, Claudio Cagnetta e Carlo De Andreis, rimpiazzati con il solo innesto significativo del rientro di Igor Bassi. In compenso anche il livello qualitativo del campionato è inferiore rispetto alla stagione precedente, per cui si riesce comunque a conseguire il raggiungimento dei playoff, grazie al quinto posto conclusivo.
L’epilogo della stagione è il medesimo dell’anno precedente, con la sconfitta alla prima partita dei playoff, questa volta contro il PCG Bresso, squadra che poi conseguirà la promozione in C1 e negli anni successivi addirittura alla serie B nazionale.
L’annata è stata però meno entusiasmante rispetto alla stagione precedente. Anzi, si respira un po’ di “stanchezza” dopo due stagioni vissute “al massimo”.
Si opta quindi per un nuovo cambiamento di rotta, complice anche la soffertissima decisione di separarsi dal mister Alberto Guerriero (dopo ben nove anni di permanenza del “puma” nella Seleçao), dividendo le proprie “strade sportive” e consentendo così a ciascuno di poter conseguire gli obiettivi più consoni alle proprie capacità e/o aspettative. Contemporaneamente anche Stefano Ferri è tentato da una nuova esperienza su un “palcoscenico” più prestigioso, decidendo di passare alla società ACSI Aurora di Milano, che parteciperà al campionato di serie B nazionale.
Bisogna quindi trovare un nuovo mister che possa continuare il lavoro fin qui svolto dal “puma”, nonché integrare la rosa per tentare di rinforzarla, non facendo rimpiangere le perdite consistenti. La scelta cade su Carlo Spiga, ex di Meneghina e Bocconi, ma soprattutto uno dei primi allenatori della nostra Scuola C5.

Stagione 2009/2010
La novità principale della stagione è l’ennesima “pietra miliare” societaria: la Seleçao ed il calcio a 5 entrano ufficialmente negli Istituti Scolastici sestesi, grazie al progetto “Mini C5”, che ha l’obiettivo dichiarato di introdurre la disciplina sportiva del Calcio a 5 in ambito giovanile scolastico attraverso il coinvolgimento di bambini/ragazzi, maschi e femmine, con un’attività sportiva svolta in orario curriculare e con accesso gratuito per le famiglie.
Il progetto “Mini Calcio a 5” è rivolto sia alla Scuola Primaria che alla Scuola Secondaria, strutturato in modo diverso per le due realtà interessate. In particolare:

Hanno aderito al progetto la Scuola Primaria “Martiri della Libertà” (Via Martiri della Libertà, 8 - Sesto S.G.) e la Scuola Secondaria “Don Milani” (Via Cavallotti, 88 - Sesto S.G.).
Le attività, che sono durate per tutto l’anno scolastico, hanno visto il coinvolgimento attivo di circa 250 alunni: 205 della Scuola Primaria (componenti delle 9 classi che hanno aderito al progetto) e una quarantina della Scuola Secondaria. La realizzazione del progetto è stato possibile anche grazie al sostanziale contributo economico fornito dalla Fondazione Comunitaria Nord Milano, che ha finanziato il 50% dei costi complessivi.

Il rilancio della Scuola C5, dopo l’anno interlocutorio (per non dire “drammatico”) appena trascorso, è legato sia agli auspici di un buon risultato del progetto nelle scuole “Mini C5” (i cui frutti sono però in prospettiva…), ma anche alla scelta precisa di non disperdere energie su fronti troppo ampi, ma di operare una rifocalizzazione, concentrandosi solo su una fascia d’età ben precisa: i nati negli anni 2003-2004, cioè la fascia d’età 6-7 anni. Questa decisione porta i risultati sperati, con l’iscrizione di 14 bambini, che vanno a formare un nuovo “zoccolo duro” per gli anni a venire. Gli istruttori cui è affidato il delicato compito di appassionare al C5 i bambini e quindi “fidelizzarli” sono Ambrogio Romagnoli e Marco Santomauro.
Un aiuto al nuovo rilancio della Scuola C5 è dato anche dalla nuova sede logistica dei corsi, decisamente più adatta per lo svolgimento di uno sport tipicamente “indoor”: si abbandona il campo da calcetto del Centro Sportivo Falck-Tennis (in erba sintetica, coperto solo nei mesi invernali) per accasarsi presso la palestra della Scuola “Don Milani” (guarda caso, proprio una delle Scuole che hanno aderito al progetto “Mini C5”…). La nuova sede delle attività giovanili si rivela un “volano” per il rilancio della Scuola C5, sia per la centralità della sua ubicazione, ma anche per il fatto che gli spazi offerti da una palestra sono più “accattivanti” per le famiglie rispetto a quanto offerto da un campo all’aperto o, al massimo, coperto con un “pallone”.

Sul fronte della prima squadra invece, l’annata si conferma purtroppo per quello che si temeva: una vera e propria sofferenza.
L’allestimento di una rosa adeguata alla disputa di una campionato di serie C2 procede con fatica. È infatti difficile trovare nuovi giocatori, possibilmente giovani, che abbiano già le conoscenze ed il ritmo necessari per calarsi da subito in un campionato impegnativo di C5. Si rischia anzi di essere buttati “allo sbaraglio”, tra l’altro con il difficile compito di dimostrarsi all’altezza di una storia recente di successi (la Seleçao è ormai una realtà storica del C5 lombardo e, negli 2 anni precedenti, si è rivelata una squadra di vertice della serie C2), cercando di non far rimpiangere troppo i propri predecessori.
Tra le novità in organico si registrano il portiere Matteo Turi (l’unico innesto in rosa già con esperienza nel C5), Alessandro Riva (dopo un anno di “non adattamento” al C5 giocato, diventerà un prezioso dirigente), Matteo Manico (classe 1990, ex centrocampista della Pro Sesto "Berretti", campione d'Italia della categoria) e suo fratello Federico (classe 1989, portiere con enormi potenzialità, ma esperienza solo nel C11). L’arrivo di 2 portieri serve per rimpiazzare l’ennesimo addio al calcetto giocato: Alberto Bianchi (il “biansci”) decide infatti di dismettere i guanti da portiere, per fare il preparatore dei portieri, nonché l’allenatore in seconda.
Come si diceva, purtroppo l’adeguamento dei nuovi innesti alla realtà del C5 si rivela più lungo e difficile del previsto, cosa che, complice la scarsità di risultati, porta sfiducia nell’ambiente. Il primo a farne le spese è il mister Carlo Spiga che, perdendo progressivamente il necessario entusiasmo per questa difficile avventura, dopo 7 giornate decide di “farsi da parte”. Decisione che con il passare del tempo verrà presa anche da molti giocatori, soprattutto tra i nuovi arrivati, che mai si sono veramente adattati al C5.
Alberto Bianchi si vede quindi “costretto” a prendere in mano una situazione veramente difficile ed a cercare di imbastire i presupposti per una difficile salvezza, che passi necessariamente dai playout. Il Biansci riesce nell’impresa di risalire da una situazione più che compromessa (al termine del girone d’andata la squadra era ultimissima in classifica con soli 3 punti e la poco incoraggiante sequenza di ben 12 sconfitte consecutive), raggiungendo il terzultimo posto finale, necessario per la partecipazione ai playout e dunque tentare di acciuffare la salvezza per i capelli.
Purtroppo nella storia della Seleçao, che si parli di playoff o di playout, la sostanza è sempre la stessa: alla fine si registrano solo cocenti delusioni e sconfitte.
Questa volta l’amaro in bocca è lasciato dalla constatazione che, fino a 4 minuti dalla fine della partita di ritorno contro la Vimodronese, l’impresa della salvezza era stata incredibilmente compiuta. Invece in quei “maledetti 4 minuti” c’è stato un altrettanto incredibile ed inspiegabile black-out, che ha permesso ai nostri avversari di segnare ben 3 reti, ribaltando il risultato dal 3-2 per noi (salvezza Seleçao) al 5-3 per loro (salvezza Vimodronese).
Così, dopo ben 5 anni di permanenza consecutiva in serie C2, tra alti (i due playoff consecutivi) e bassi, si torna in serie D. È un nuovo inizio, anche perché bisogna necessariamente ricostruire una prima squadra, “devastata” dalla fallimentare stagione e numericamente “ridotta all’osso”.

Stagione 2010/2011
Il rilancio del Settore Giovanile prosegue, andando ben oltre le previsioni.
Viene infatti riproposto il progetto “Mini C5” (ancora con il finanziamento, di una parte dei costi,s erogato dalla Fondazione Comunitaria Nord Milano), con le medesime modalità rispetto all’anno scolastico appena terminato, visto il gradimento da parte dell’Istituzione Scolastica (Dirigente e Insegnanti) dell’attività svolta. Un dato significativo è infatti l’incremento delle classi della Scuola Primaria che hanno deciso di aderire al progetto: da 9 classi dell’Anno Scolastico 2009/2010 alle 15 classi complessive per quest’anno.
Anche la Scuola C5 registra un incremento “esponenziale” delle iscrizioni, sia grazie ai primi frutti del progetto “Mini C5”, che grazie al “passaparola” dei 14 iscritti della stagione 2009/2010: si contano ben 45 iscritti (quindi 3 volte in più rispetto alla stagione precedente), di cui 29 nati nel 2002-2003 (fascia d’età 7-8 anni) e 16 nati nel 2004-2005 (fascia d’età 5-6 anni).

Sul fronte della prima squadra c’è invece da operare una vera e propria ristrutturazione, per non dire una “nuova partenza”.
Si decide di unire le proprie forze con lo “zoccolo duro” (sia dirigenti, che giocatori) che negli anni ha portato avanti diverse realtà di C5, negli ultimi anni la società Amatese in serie D. Questa scelta permette di incrementare sostanzialmente la rosa, nonché di integrare i quadri dirigenziali con persone già esperte.
La scelta effettuata, sulla carta ineccepibile e con più luci (vantaggi) che ombre (punti di attenzione), si rivela invece un po’ avventata. Il nuovo assetto societario, sia nella dirigenza che nella rosa dei giocatori, vede infatti la presenza di 2 blocchi compatti (gli ex-Seleçao e gli ex-Amatese), dove le dinamiche sono da presidiare e governare con molta attenzione. È fondamentale che in questa situazione ci sia piena fiducia e sintonia tra i vari componenti dirigenziali, soprattutto coloro che operano nell’area tecnica.
Così non è, e le cose non funzionano, non solo dal punto di vista dei risultati che tardano a venire, ma soprattutto dal punto di vista dell’integrazione e dell’armonia nell’ambiente. C’è il rischio, con il passare dei giorni, di verificare (come successo nella passata “terribile” stagione) un nuovo “fuggi-fuggi” generale, soprattutto nel gruppo degli ex-Seleçao.
Per tamponare il precipitare di una situazione ogni giorno sempre meno sostenibile, il presidente Sergio Noseda decide, dopo solo 5 giornate di campionato, di sollevare dall’incarico di allenatore della prima squadra Roberto Olivetti (ex tecnico dell’Amatese), affidando la “panchina” ad Alberto Bianchi, coadiuvato da Alessandro Riva come preparatore atletico ed allenatore in seconda (il “biansci” si ritrova quindi per il secondo anno consecutivo a subentrare all’allenatore designato ad inizio stagione per prendere in mano e gestire situazioni/ambienti compromessi). Questa decisione genera nel brevissimo termine una “reazione a catena” che vedrà l’abbandono progressivo della Seleçao da parte di quasi tutti coloro arrivati tramite la “fusione” con l’Amatese (resistono solamente Enrico Cerea, Giuseppe Taverniti ed Emanuele Brenna, quest’ultimo in realtà in prestito dalla Domus Bresso).
Il Biansci anche questa volta riesce nell’impresa di risalire da una situazione più che compromessa (l’obiettivo iniziale di riconquistare subito la serie C2 è ormai irraggiungibile), riuscendo a conseguire, grazie ad un girone di ritorno da “prima della classe”, il quinto posto finale, necessario per la partecipazione ai playoff e dunque per provare ad acciuffare la serie C2 tramite la “porta di servizio” dei ripescaggi.
La tradizione negativa nei playoff/playout si conferma anche questa volta: il doppio confronto contro il Futsal Boca di Zelo Buon Persico si conclude con l’eliminazione e la preclusione ad ogni velleità di ripescaggio (l'ulteriore amara beffa è rappresentata dal ripescaggio in C2 dei nostri avversari).
L’ottimo lavoro svolto nella seconda metà della stagione ha comunque permesso di anticipare i tempi per l’allestimento della nuova rosa, tanto che a fine giugno (cosa che non accadeva da ormai troppi anni) ogni decisione è già stata presa.
Il nuovo assalto alla serie C2 verrà guidato dal “biansci”, ancora coadiuvato dal fido Alessandro Riva, e vedrà una rosa composta dai confermati Gianguido Brambilla, Emanuele Brenna, Marco Cambiaghi, Ivan De Meo, Michele Gemelli, Marzio Grotti, Luca Loreto, Federico Manico, Matteo Manico, Christian Micheletti, Giuseppe Taverniti, e sensibilmente rinforzata con gli innesti di Claudio Cagnetta (ennesimo ritorno del nostro storico bomber), Paolo Caggiano (anche lui di ritorno, dopo essere stato il nostro bomber nell’ultima stagione in serie C2, con ben 20 reti realizzate in appena mezzo campionato disputato), Jacopo Giuntini, Lorenzo Leone (entrambi dal disciolto Sporting Milano), Gianluca Lodi, Gionata Rovida (entrambi dal CGB Brugherio), Marco Atripaldi (dalla COB, prima categoria C11).
Questa rosa è già stata “testata” con successo nei mesi di maggio-giugno nel Torneo FIGC “Svuollas 2011” (squadre partecipanti: Aureliana – vincitrice serie D girone C; Galacticos – vincitrice playoff serie D girone C; Futsal Carugate – ai “piedi” dei playoff di serie D girone C;), torneo che ci ha visto primeggiare grazie a 5 vittorie in altrettante partite disputate. Le premesse per la stagione 2011/2012 sono quindi più che buone.

La storia continua...